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Dopo Berlusconi? Per ora si vedono i Monti

Dopo Berlusconi si vedono i Monti.

E’ dalla caduta del Governo Berlusconi che non scrivo più su queste pagine. Da allora, ad oggi, sono successe molte cose di cui “indignarsi”. Monti è stato eletto dal Colle, è il governo del Presidente dell Repubblica. Così è stato definito inizialmente. Erano tante le speranze su Monti, forse gli italiani avevano solamente voglia di vedere fuori dalle palle Berlusconi che, in realtà, ancora è dentro i palazzi del potere. Come dentro ai palazzi del potere continuano a sbranarsi i soliti politici, le stesse facce da oltre vent’anni.

Monti doveva salvarci dalla crisi. Probabilmente non ci riuscirà perché questa crisi è prima di tutto etica. Avvizziti, invecchiati e appesantiti in una règia occulta fatta di soldi, di fame di lusso, di speculazioni, di finanziamenti pubblici utilizzati per fini personali, di privilegi, di caste, di differenze sociali, di poveri che continuano ad essere poveri e di nuovi poveri che scoprono la povertà.

E’ un mondo difficile. Dove si ha difficoltà ad essere incorruttibili, e si risulta più belli e più affascinanti, più meritevoli, se si è corrotti e con le mani sporche. Vedi il caso Lega Nord, sui finanziamenti pubblici, ad esempio. Ma prima della Lega ci fu anche il PD che ebbe una brutta storia al riguardo col caso Penati, non ancora del tutto risolto. Con i nostri soldi, frutto di sacrifici, rinunce e di una vita mediocre per alcuni, assurda per altri, potrebbero farci di tutto: mettersi la benzina, farsi la spesa, comprarsi macchine e case, ma anche diamanti.

Tutto questo male, tutto questo schifo, sta destando dal torpore Il Popolo. E’ da troppo tempo che abbiamo acconsentito in silenzio questo scempio, la colpa è anche la nostra, al fatto che non siamo stati vigili e determinati. Ma è anche vero che una volta che dai il voto al politico preferito, e una volta che ESSO è al potere, il tuo voto non conta più nulla, non contano le tue parole, le tue richieste, ed ESSI si lordano nel potere, come maiali malati di fame senza fine, ciechi e sordi dinanzi le richieste del popolo e attenti al loro orticello, ai loro interessi, che si intrecciano a quelli di imprenditori, di etichette, di potere, di marchi. Siamo una industria di macchinette incarnate in pezzi di corpi decomposti, signori e signore. Siamo chiamati a lavorare per produrre, produrre per comprare, comprare per spendere, e poi votare per dare a qualche stronzo di turno un bel periodo di vitalizi, offriamo loro un contratto direttamente col Diavolo, un patto eterno di vita serena e benestante, sui nostri sudori, sui nostri lavori, sul nostro non tempo. Dobbiamo lavorare, produrre, consumare, spendere e votarli senza sosta, senza possibilità di scelta.

La corruzione è ovunque. Monti non ha risolto la crisi, e nemmeno la questione etica di questo paese. Tutto continua ad andare a rilento, un tempo inesorabile e spietato. Le tasse vanno pagate. Le hanno aumentate per far cassa, perché la crisi si è mangiata tutto. Aumentano i prezzi delle cose. Dal pane al caffè. Aumenta ancora la benzina, anche quando non dovrebbe aumentare. Mettono accise, iva, accisa sull’iva, e iva sull’accisa. Un intreccio di tassazione  che non si capisce niente, perché vogliono non farti capire, vogliono confonderti. E ti minacciano se non paghi: lettere di ingiunzione, obblighi, rischi di pignoramento, e ti senti soffocato in un sistema senza etica, senza sentimento, senza amore. Le cose dovrebbero essere sempre pesate utilizzando il caro e utile buonsenso.

Un buonsenso può essere quello di detassare le tasse a chi non ha soldi a sufficienza, o di proteggere salari e pensioni che non superano gli 800€. Aumentare le tasse ai salari alti, agli stipendi super ricchi, alle pensioni d’oro. A chi ha macchine di lusso e a chi vive nel lusso. Potrebbero ricavare guadagni eliminando cose inutili, come le province, accorpando comuni, ma poi però ci sarebbe la sovversione dei paesi che si ribellerebbero ad essere gemellati con quelli che stanno a 20 km di distanza. Poi subentrano gli orgogli tipici italiani, come quelli che vogliono le strade pulite della mondezza ma non vogliono che le discariche siano fatte nel loro comune. Insomma, un cane che si morde la coda, mi sembra l’immagine più vicina a quello che siamo, noi italiani, tutti, elettori, politici, poveri e ricchi.

La crisi non sarà superata se non si affrontano le questioni etiche e morali. I grandi cambiamenti sono possibili solo quando si mette mano, prima di tutto, ai diritti individuali. Bisogna dare speranze agli italiani, non solo tasse e polizia fiscale: bisognerebbe annunciare, e realizzare, nuove leggi che tutelano diritti fondamentali ancora assenti in Italia, leggi che liberalizzano libertà individuali, che portino progresso sociale ed etico. E’ da questo lavoro interiore e sentimentale che può nascere, poi, un nuovo progetto per l’Italia.

Fino a quando continueremo a sopportare questa situazione?
Credo che l’estate, vicina, sarà molto piovosa ma non riuscirà a raffreddare le situazioni in arrivo: continueremo a precipitare nella spirale della crisi. Ma mi chiedo: quando arriveremo a toccare il fondo cosa troveremo? 




THE END

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L’Exitus di Berlusconi

Berlusconi è un chiaro esempio di quanto l’accanimento terapeutico sia eticamente ed umanamente inaccettabile e deplorabile. Continuare a curare la crisi mondiale e italiana con le politiche stile berlusconi è un inutile accanimento terapeutico! La cura “BERLUSCONI” all’Italia non serve più, e non è mai servita a nulla! Lasciateci morire, dunque. Moriremo con dignità. Per poi risorgere nuovamente.

Berlusconi rappresenta la fine di un’epoca, per noi italiani. Mi preoccupa però l’idea del dopo berlusconi. Quali le prospettive? Un centro-sinistra dove abbiamo un UDC che apre le porte agli ex amici di Berlusconi (tipo la Carlucci)? Quale la prospettiva?




Pensando a Simoncelli mi viene in mente Alda Merini che affermò, un po’ di tempo fa, che la vita NON HA SENSO, che siamo noi a doverlo dare. Ma a volte è difficile comprendere la logica dell’esistenza, quell’essere continuamente in bilico tra vita e morte che rende tutto ciò che ci circonda così effimero.





Francia Germania scacco matto all’Italia

In un certo senso, siamo sotto scacco matto.

Da una parte le minacce di Francia e Germania che ci danno un Ultimatum, oltre il quale l’Italia non sarà più salvata dalla Banca Centrale Europea, ovvero l’Europa abbandona l’Italia col risultato di cadere nello stesso baratro in cui sta cadendo la Grecia; dall’altra parte abbiamo un Governo che non può governare per colpa di quegli alleati che certe misure “europeiste” non le vogliono, ovvero la Lega che è totalmente contraria, ad esempio, alle riforme pensionistiche.

Dunque? Dunque, se il Governo non trova l’accardo con Bossi andremo giù, forse peggio della Grecia, e allora altro che “blocco nero”. Oppure… bisognerebbe reagire allo scacco matto e fare le riforme che vuole l’Europa (e cosi ci salveremo). OPPURE fregarcene dell’Europa e del nuovo ordine mondiale che Europa e America vogliono con questa crisi globale, andare via da un progetto “economico” che ci legherebbe a vita al nuovo ordine economico che sta nascendo, e rinascere come nazione, abbandonando un po’ di progresso e di benessere, ritornando a cose più semplici e più terrene. E forse ritorneremo ad apprezzare anche la vita.




Con tutto il rispetto per Askatasuna, e per tutti i centri sociali,
mi auguro che il movimento degli “indignati” di tutto il mondo non venga monopolizzato e strumentalizzato dai centri sociali! Non perché ho qualcosa contro i centri sociali, ma perché i milioni di individui che sono scesi in piazza in tutto il mondo lo hanno fatto non per un “centro” sociale ma per un movimento interiore, privato e personale, non determinato da una bandiera politica precisa o da un orientamento politico. Mi auguro che gli indignati non vengano strumentalizzati da associazioni, centri, destri, sinistri, e quello che vi pare al fine di portare acqua al proprio mulino (o per un bisogno narcisistico di apparire).

Una domanda: Askatasuna era in piazza il 15 ottobre 2011 con gli indignati da indignati o come Askatasuna? Per intenderci, non mi sono mai piaciuti quei politici che scendono in piazza, accanto ai manifestanti, quando vedono che ci sono “tante persone” con cui farsi fotografare!




Gheddafi vittima dell’Ipocrisia

Il golpe di Gheddafi fu inizialmente organizzato dall’Italia (fonte). Successivamente gli interessi economici dell’occidente focalizzarono le loro politiche comunitarie ed estere sull’instaurazione di “Buoni Rapporti” con la Libia di Gheddafi, al fine ovvio e sottointeso di trarne beneficio e profitto (dal petrolio, al controllo dei flussi migratori).

L’Italia è arrivata a perdonare il regime di Gheddafi, anche le sue azioni, le sue opinioni selvagge e violente, sugli Italiani e sull’occidente in genere. In particolare il governo Berlusconi, quello attualmente in carica, è stato l’ultimo governo dell’occidente ad aver baciato la mano al colonnello, a prostrarsi ai suoi piedi, inchinandosi difronte non ad un rivoluzionario (magari!!) ma ad un terrorista che ha obbligato la Libia per oltre 40 anni a sottostare alla sua orribile legge. Sono numerosi i momenti imbarazzanti che i potenti dell’occidente democratico e industrializzato hanno vissuto accanto al dittatore. Ed ora tutti cercano di lavare la propria immagine dal demone-gheddafi; Berlusconi lo ha osannato fino a qualche mese fa, invitandolo in Italia a spese degli italiani, con tanto di baciamano; ed ora, con difficoltà, cerca di dissociarsi dalla sua immagine, esaltando la fine del regime e del colonnello. Oltre a Berlusconi, gli ipocriti sono stati la Francia, l’Inghilterra, la Germania, gli USA. A me pare convincente l’idea di essere in un mondo incivile, interessato esclusivamente al dio denaro. E non mi venite a dire che così va il mondo, perché così lo fanno andare avanti loro!

E voi, signori potenti, che cosa avete di diverso dal colonnello Gheddafi?




Indignati nel mondo

paneliquido:

Londra

Parigi

Berlino

Stoccolma

Roma




Indingati del mondo, facciamoci sentire!

Ma non c’è bisogno di nessun slogan, di nessun incitamento, perché gli indignati del mondo si sono fatti sentire e continueranno a farlo. Qualcuno dice che gli indingati sono destinati a sparire quando la loro indignazione sarà soddisfatta dalla conquista di qualche “diritto”, di qualche spicciolo. Chi dice questo non vede la protesta da dove parte e non vede la grandiosità di questo movimento. Se a Roma il 15 ottobre non fossero scesi in piazza gli indignati, avremmo avuto solamente un gruppetto di esaltati vestiti di nero e mascherati, un gruppetto di teppisti, non più di mille teste. Questi teppisti si sono invece mischiati al grande movimento, si sono fatti scudo dei bambini, delle donne, dei vecchi, dei precari, per dar vita alla loro protesta che è esclusivamente disseminatrice di violenza gratuita, spinti da chissà quale ideale malsano.

Al di là di questo, ognuno monta la sua protesta come meglio crede. Se per qualcuno dare fuoco ad una macchina o fare esproprio proletario è la soluzione di tutti i problemi allora hanno capito tutto dalla vita (in senso sarcastico); c’è però una maggioranza di individui, di persone, che ritiene ancora possibile la via del dialogo e la possibilità di ottenere, attraverso proteste civili, il cambiamento tanto desiderato, il decentramento del potere dai grandi Lord della economica. Perché ormai lo abbiamo capito tutti che ogni decisione presa verso la società è sempre relativa alla volontà e all’influenza delle Banche Centrali, degli istituti di credito, dell’economia centrale, decentrata, orientale e occidentale che sia

Io non voglio un mondo che ruota intorno agli interessi economici dei baroni: perché la loro ricchezza a me non interessa e loro vogliono arricchirsi esclusivamente dietro il mio sfruttamento. Io credo che sia ancora possibile una realtà diversa da questa ossia una realtà dove i poveri siano a determinare le cose e a sovvertire un “ordine” che è rimasto per troppo tempo inalterato e ingiudicato! Io credo che sia ancora possibile un cambiamento reale, perché in piazza ora scendono anche i quindicenni, scendono anche ragazzi che si sono accorti che il loro futuro è terribilmetne incerto!




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